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N. 07/2009 DEL 16/02/2009
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in
questo numero:
"RE LEAR" AL DEBUTTO
19-20-21 FEBBRAIO 2009
"RE LEAR"
TEATRO LA NUOVA CAMPANELLA - BOVISIO M.
Nuova produzione 2009 Teatrando!
RE LEAR
di W.Shakespeare
regia di Gustavo La Volpe
con
Elio Aldrighetti, Roberta Nanni, Valentina Grancini, Elisa Campoverde, Andrea Pinna, Andrea Bonati, Francesco Bernava, Silvano Ilardo, Giuliano Turone, Alessandro Pezzoni, Marco Schiatti, Daniele Giulietti, Marco Ottolini
TEATRO LA CAMPANELLA
Piazza Anselmo IV
Bovisio Masciago (MI)
Inizio spettacoli: gio-sab ore 21.00
NOTE DI REGIA
Più leggevo Re Lear e più mi sentivo sprofondare come inghiottito dalle sabbie mobili.
Si, perché la sabbia,la terra nuda è lo spazio in cui vive l’opera,la nuda terra sulla quale
ci dibattiamo noi protagonisti di questa” grande farsa senza significato che è la nostra esistenza”,
per adoperare una terminologia beckettiana. Ma qualcosa invece mi faceva sentire immerso in un
immenso oceano,schiacciato dalla vastità,disperato naufrago sulla zattera delle mie poche certezze.
Tra queste l’assoluta coscienza di affrontare la più grande,ricca e vasta opera shakespeariana.
Vi sono molteplici linee narrative nel Re Lear che partono dalla storia parallela,discutibilmente definita secondaria di Gloster, per intrecciarsi poi in un unicum narrativo.Ma ciò che spaventa e affascina al tempo stesso è la quantità smisurata di tematiche che sono presenti in questo testo.
L’ Autore ci presenta la nostra vita in tutti i suoi aspetti,chiedendosi in sintesi qual è il significato di questo viaggio dalla culla alla tomba. Su questo abbiamo cercato di interrogarci
con gli attori e partendo dalle domande sul perché siamo giunti a chiederci del come.
La regia in particolare ha voluto mettere in risalto il senso del barbaro, in termini alessandrini, cioè di stranieri all’interno della propria famiglia, l’assoluta cecità, ed il senso del possesso/potere. Tutti temi che,grazie alla straordinaria capacità di Shakespeare di essere oltre lo spazio ed il tempo,sembrano essere gli ingredienti di una tragedia scritta oggi. Le scelte sull’ambientazione e i costumi sono indirizzate al preciso intento di non collocare ed identificare un periodo preciso,se non un’atmosfera
di carattere precristiano con voluti salti temporali ed anacronismi che riflettono le indicazioni di scrittura dell’autore stesso.
Peter Brook ha definito questo capolavoro della letteratura mondiale,alla prima lettura della sua compagnia, “una montagna la cui cima non è stata ancora raggiunta”; forse non lo sarà mai, intanto noi proviamo ad arrampicarci e più saliamo più respiriamo aria che ci fa bene.
Gustavo La Volpe
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via verdi 77 seregno ingr. istituto ballerini
tel.
0362/328369

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