Tratto da "O ridere o morire"
di Barbara Garlaschelli
Storie fulminanti, ricche di atmosfere
ed inquietanti verità, dallo humour nero. I personaggi, detenuti
all’interno di un simbolico penitenziario, comunicano con
il pubblico in un curioso ed accattivante parlatoio dove lo spettatore
diventa o complice o giudice.