
Di Carlo Goldoni
Regia: Marco Schiatti
Con: Cinzia Farina, Manuela Caspani, Matilde Dondena, Marco Schiatti, Daniele Giulietti, Vincenzo Corso, Simone Lombardo
Riscrittura drammaturgica: Marco Schiatti, Dorotea Garozzo
Luci e fonica: Chiara Currà
Scenografie: Lorena Beretta / Costumi: Miriam Zappa
Una produzione: Teatrando Produzioni
Regia: Marco Schiatti
Con: Cinzia Farina, Manuela Caspani, Matilde Dondena, Marco Schiatti, Daniele Giulietti, Vincenzo Corso, Simone Lombardo
Riscrittura drammaturgica: Marco Schiatti, Dorotea Garozzo
Luci e fonica: Chiara Currà
Scenografie: Lorena Beretta / Costumi: Miriam Zappa
Una produzione: Teatrando Produzioni
La Locandiera, forse la commedia più rappresentativa di Goldoni e certamente la più rappresentata, vanta una lunga lista di successi di pubblico, grazie al brio che la caratterizza, al ritmo vivace, ai personaggi ricchi di sfaccettature e alla comicità schietta e, proprio per questo, ancora attuale. Il magistrale intreccio di situazioni, personaggi e avvenimenti ha affascinato il pubblico in ogni tempo, ed è la sua qualità teatrale che vince e appassiona lo spettatore di epoche e contesti differenti. Infatti si tratta di uno dei pochi testi italiani che hanno conquistato il pubblico anche quando tradotti in lingue straniere. Mirandolina, donna intraprendente, moderna e allegra, i suoi nobili spasimanti, ridicoli nelle loro profferte d'amore e nei continui screzi, le due commedianti, pompose e irresistibilmente divertenti, il servitore Fabrizio, pratico e spontaneo, infine lo sprezzante cavaliere, che si rivela il più vulnerabile alle arti di seduzione della bella Locandiera, danno vita a una vicenda che non conosce oblio.
Caratteristiche dello spettacolo:
Debutto: ottobre 2009
Principali piazze effettuate:
- un classico con ritmi contemporanei
- divertente, giovane e brioso
- scenografie e costumi dall’impatto visivo attuale ed insieme evocativi dell’epoca
- tutti i tipi di pubblico
- stagioni di prosa come classico e comico - ricorrenze come il Carnevale e la Giornata Internazionale della Donna
- messe in scena in luoghi non teatrali sia al chiuso che all’aperto
- matinée per scolaresche (scuole medie e superiori), con possibilità di discussione con attori e con un'insegnante di lettere che presenti testo, autore e contesto storico-letterario
- ricorrenze legate all'autore: 25/2/1707 - 6/2/1793
- rassegne e festival goldoniani
Debutto: ottobre 2009
Principali piazze effettuate:
- Milano: Teatro Blu
- Seregno (MB): Teatro Santa Valeria
- Desio (MB): Teatro Il Centro
Note di regia
"Affrontiamo la Locandiera con il rispetto per un grande classico del teatro, da cui reimparare i meccanismi che del teatro costituiscono la fortuna in ogni tempo; con l'amore per personaggi e vicende che non hanno epoca; con l'irriverenza di giovani che vogliono misurarsi con i grandi testi teatrali rileggendoli alla luce del nostro modo di fare teatro.
Per noi la Locandiera è una scatola magica, che con la sua parola ariosa, il ritmo allegro, le atmosfere leggere e divertenti ci conduce con semplicità fuori dal tempo e ci fa respirare un teatro senza età. Scene e luci sono fondali su cui prendono vita personaggi pittorici e dalle tinte forti, veri e sinceri per restituirci l'energia vitale di un grande testo comico. La scelta di mantenere l'ambientazione originale del testo sottolinea per contrasto la contemporaneità delle situazioni e dell'intreccio, e ricrea le atmosfere licenziose e seducenti che sono alla base dello sviluppo drammaturgico. Nella Locandiera non c'è amore ma attrazione e seduzione, non ci sono personaggi ingenui ma tutti ben consci di quello che vogliono e di come ottenerlo.
Lo studio dell'azione fondamentale del testo e dei singoli personaggi, il loro sviluppo nel corso della commedia sono state la guida costante del lavoro con gli attori e il riferimento che ci permette di rileggere questo grande classico con i ritmi contemporanei, con l'intento di offrire al pubblico uno spettacolo comico, divertente e pieno di vitalità".
Marco Schiatti
Il testo
Due gli interventi fondamentali sul testo: recuperare la contemporaneità della lingua, togliendo il sapore di antico che certe espressioni di Goldoni inevitabilmente hanno alle nostre orecchie di spettatori contemporanei, e sfrondare l’intreccio da alcuni indugi nel procedere della linea d’azione principale, che erano giustificati da una sensibilità teatrale e recitativa distante da quella odierna. L’obiettivo è far ridere i contemporanei come l’originale faceva ridere all’epoca della sua prima scrittura, nel rispetto dell’essenza dei personaggi e delle situazioni: interventi lievi, nel rispetto dell’azione teatrale che sta alla base del testo classico.
La messa in scena
Fedeli alla linea registica, scenografie e costumi discendono dalla volontà di richiamare elementi classici con gusto contemporaneo. La scenografia è composta da elementi monodimensionali che variamente disposti nello spazio nel corso della commedia lo modificano e suggeriscono le diverse ambientazioni, mentre l’elemento scenografico centrale della prima parte dello spettacolo è un divano rosso, simbolo di femminilità e trasposizione del concetto stesso della locanda come luogo di incontri e sfondo di vicende amorose. Gli stessi elementi scenici vengono utilizzati per costruire la lavanderia che è l’ambientazione della seconda parte dello spettacolo, in pochi e semplici passaggi. I vari cambi scena avvengono tutti a vista del pubblico, ad opera degli stessi attori e permettono agli spettatori di essere a diretto contatto con i meccanismi del gioco teatrale e mantenere l’unità di tempo del testo originale.
I costumi riprendono le linee settecentesche con colori, fogge e tessuti contemporanei. La scelta cromatica privilegia il bianco e il nero come fondo, con tocchi di rosso che rappresentano l’elemento femminile che muove la vicenda e che come un filo nascosto lega i diversi personaggi all’abito rosso acceso di Mirandolina.